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Shut up and start writing

Feb 3rd, 2010 Posted in Uncategorized | 2 comments »

Il livello che mi concede un briciolo di soddisfazione interiore per un lavoro svolto è la perfezione. Quando non posso raggiungerla, e quasi mai si può, che tutto vada a ramengo, non mi importa più. Sono ossessionata.

Questa confessione è per giustificare a me stessa il fatto che non scrivo quasi più, salvo rare incursioni qui. Da quando scrivo poco non son più capace di infilare pensieri uno dietro l’altro in maniera rilassata e qualche volta pure efficace. Le poche volte che mi siedo davanti a un dispositivo da scrittura, penna, foglio, computer che sia, produco testi che non mi piacciono per niente,  mi avvilisco e li cancello subito, senza averli fatti leggere a nessuno. Non ho mai pensato di essere una scrittrice, non so domare le parole finché mi obbediscano ciecamente, ma la parola scritta mi è sempre piaciuta. E ancor più mi piace la lucidità che mi accompagna nei periodi in cui scrivo. Prima pensavo che fosse l’essere lucida a spingermi a scrivere; ora, non ne sono più convinta. L’arte di mettere le parole una dietro l’altra, e l’arte di pensare, che poi è la stessa, non sono figlie delle muse, ma dell’esercizio e della disciplina. Devo costringermi a mettere giù qualche riga, ne va – sul serio- della mia salute.

La foto viene da qui

La regola del P.O.R.C.O.

Oct 8th, 2008 Posted in Uncategorized | 2 comments »

Utilità: riporto qui quanto scritto da Beppe Severgnini a proposito della regola del porco (link), uno dei tanti trucchi per la buona scrittura. Mi serve per ricordarmene, in realtà, più che per farla conoscere a altri. Anzi no, diciamo che la metto qui per pubblicizzarla. Non si dica che non mi occupo di moralizzazione dei pubblici costumi scrittorii e di didattica, io.

Scrivere un buon tema di italiano è molto facile basta seguire le regole del porco: non nel senso di suino, ovviamente. La sigla sta per Pensare Organizzare Rigettare Correggere Omettere.
1) Pensare: leggete bene cosa vi si chiede.
2) Organizzare: buttate giù uno schemino in 5-6 punti, deve esser chiaro da dove si parte e dove si vuole arrivare.
3) Rigettare: scrivete di getto, senza pensarci molto.
4) Correggere: revisionate, levigate.
5) Omettere: qualsiasi testo una volta corretto va asciugato. Ricrodate che tutto quello che non è strettamente indispensabile (congiunzione, avverbi, aggettivi) è dannoso, quindi da togliere.