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Capodanno bianco latte

Dec 31st, 2013 Posted in Vita quotidiana | no comment »

Far nascere il proprio bambino non è semplice, ma non fa così paura come sembrerebbe, anche se, credo, l’intervento del chirurgo mi ha facilitato un bel po’ le cose. Ho un bimbo in più e una cicatrice in più, ma importa solo il bimbo: tranne quando cambia il tempo.

Più complicato è allattarlo. Chi dice che allattare è un gesto innato dice una menzogna enorme e pericolosa. Enorme, perché ad allattare e a essere allattati si impara: innato è il riflesso di suzione, ma a ciucciare il capezzolo e non le manine o qualsiasi cosa capiti a tiro i bebè imparano. Pericolosa perché una mamma che, come me, si trovi a fare i conti con qualsiasi difficoltà, può facilmente scoraggiarsi e pensare di non essere adatta a un’azione che per tutte è naturale.

Ho avuto le ragadi, e posso assicurare che fanno male, le ragadi, ma solo al momento in cui il lattisughino si attacca. E il mio È un angelo, indispettito perché inibito dal bisturi a nascere il primo maggio, come sua natura con tutta evidenza profondamente rossa avrebbe voluto, poppava solo dalla tetta sinistra. Tutt’ora ha una spiccata preferenza per quel lato, e adesso, che è ampiamente svezzato e tetta per la gioia di tettare, per dormire meglio, per le coccole o perché sta male, lo lascio fare. Certo, l’asimmetria è bella solo se sei un quadro di Picasso, ma pazienza.

Si superano i problemi, e si superano insieme, mamma, bimbo e papà. I papà sono molto utili per allattare quando cercano di capire cosa non vada se qualcosa non va, quando fanno fare il ruttino al lattisughino o quando coccolano la mamma stanca, dolorante e in pieno baby blues. E superati i problemi ci sono i premi.

È divertente, a volte, allattare. Fornisce una pausa di riposo e di lettura alla mamma, e la gratifica di meravigliosi sguardi e sorrisi. I piccoli piccoli, fino a due, tre mesi, guardano la mamma con sguardo adorante e si addormentano, sazi, con aspetto da ubriachi, manco i seni secernessero vodka. Poi comincia il periodo dei sorrisi alla tetta: poppano, si staccano, sorridono, si riattaccano, ripoppano. Poi, e noi siamo in questa fase, c’è la tetta acrobatica: popperebbero pure a testa in giù, non importa. È  un angelo si getta a bocca aperta sul capezzolo, e non sbaglia un colpo.