Cambiare colore

Nov 7th, 2008 Posted in Uncategorized | 4 comments »

Ché se c’era qualche possibilità di portare con un minimo di fierezza cosmopolita il tricolore, e di proclamarsi italiano in pubblico senza arrossire, il nostro presidente del consiglio l’ha fatta fuori.

Ancora grazie a chi l’ha votato: avevo proprio voglia di farmi pigliare per il culo un po’ da mezzo mondo.

Vado a lezione

Nov 3rd, 2008 Posted in Uncategorized | 3 comments »

Ancheglialtrismo

Nov 3rd, 2008 Posted in Uncategorized | 4 comments »

You didn’t earn the knowledge for yourselves, so you don’t take any responsibility… for it. You stood on the shoulders of geniuses to accomplish something as fast as you could and before you even knew what you had you patented it and packaged it and slapped it on a plastic lunchbox, and now [pounds table with fists] you’re selling it, [pounds table again]  you want to sell it!

Dr. Ian Malcom

Se ne vedono, di animali strani, in giro per le moderne città. Ad esempio l’altro giorno ho incontrato un dinosauro. Un tirannosauro, per l’esattezza: un tirannosauro con i baffetti, se vogliamo essere ancora più precisi.Come tutti i dinosauri sono usi fare, parlava, facendo i classici discorsi da dinosauro: “Certo, noi sbraniamo i brontosauri, ma dovreste vedere cosa fanno i velociraptor ai brachiosauri: sebbene siano cento volte più grossi di loro li sbudellano con l’unghia del mignolo, così, senza fare fatica. E gli allosauri? Avete visto che denti hanno gli allosauri? Non ditemi che se ne servono solo per nutrirsi: loro ci godono, ci godono nell’ammazzare. E i compsognati? Si nutrono di lucertole, non sono forse i più schifosi? Insomma, noi T-rex dovremmo fare scuola: purtroppo il nostro esempio è poco seguito” E giù con questi discorsi: noi ammazziamo, ma loro squarciano, segano, lacerano, sbranano, mutilano, masticano, frantumano ossa, succhiano cervelli. L’ipocrisia del dinosauro con i baffetti mi ha sconvolta: sono pochi i casi così palesi di ancheglialtrismo. Ho gli incubi da una settimana, peggio di quando ho visto Jurassic Park e avevo dodici anni e ero innamorata di uno dei protagonisti: guarda caso il matematico: sì, sono recidiva. Ora penso che sia un cretino: ciò dimostra l’imprevedibilità dei sistemi complessi.

Anche nella realtà, così come nei film, chi è che riesce a ammazzare i dinosauri? Finiscono per ammazzarsi fra loro e poco importa se nel farlo travolgono qualche essere umano

Ah, la foto sopra è tratta da Jurassic Park e l’attrice è Laura Dern.

Tecnofilie

Nov 2nd, 2008 Posted in Uncategorized | 3 comments »

C’ho un papà tecnofilo, io. Il mio papà, ai tempi in cui lavorava all’università facendo il pericoloso scienziato pazzo così burbero da respingere la bella dottoressa bionda che sarebbe diventata la mia mamma,  usava già il computer. Sono nata nel 1982, calcolate voi quale sia il periodo di cui stiamo parlando.

Però essere aggiunta su facebook dal proprio padre fa un po’ effetto

Forza Etna!

Oct 19th, 2008 Posted in Uncategorized | 2 comments »

sicilia e nuvole

Vedere uno scienziato in mutande fa sempre un po’ impressione. Anche a me che ci sono abituata.

Fermo restando che a essere coinvolti nel decreto che prevede la non stabilizzazione dei precari sono tutti gli enti di ricerca italiani (CNR, INAF, ASI eccetera) ho la netta impressione  che privare di personale l’istituto di geofisica e vulcanologia sia un’idea partorita dalle geniali menti di qualche sottosegretario della Lega, un qualche oscuro sottosegretario che dietro un incarico legato al mezzogiorno, o alla protezione civile, nasconde il titolo di addetto allo sterminio delle genti del sud.

Segnalazioni

Oct 18th, 2008 Posted in Uncategorized | one comment »

Carissimo anonimo

Oct 17th, 2008 Posted in Uncategorized | 2 comments »

Carissimo commentatore anonimo che sul mio vecchio blog ha osato scrivere sotto la bellissima poesia Scaffolding le edificanti parole fanculo scrivete qualcosa di decente!!,  ti rigiro il tuo stesso invito.

In giardino (di Azalais)

Oct 16th, 2008 Posted in Uncategorized | 4 comments »

In giardino

Segnalazioni

Oct 16th, 2008 Posted in Uncategorized | no comment »
  • Loredana Lipperini cita un articolo al vetriolo di Nicla Vassallo su Simone de Beauvoire. Da leggere. Un’occhiata meritano anche i commenti.

La favola della scuola per insegnanti apprendisti

Oct 15th, 2008 Posted in Uncategorized | 4 comments »

N.B. Quanto segue favola è e favola va considerato.

Vi voglio raccontare una favola, una novella ambientata in Sicilia. Perché proprio in Sicilia, mi chiederete? Perché sono in tanti a dire che la Sicilia è un po’ il mondo, tutta colorata e multietnica e piena di fiori, roba da far invidia al Giardino dell’Eden. Dunque, nel giardino dell’Eden, oh, scusate, in Sicilia, c’è una scuola. È una scuola particolare, frequentata da insegnanti apprendisti. Vi chiederete come fa un insegnante apprendista a imparare? Un insegnante apprendista impara come imparano tutti gli artigiani: facendo. E così, la scuola per insegnanti apprendisti deve mettersi d’accordo con una scuola per ragazzi, di quelle piene di adolescenti simpatici e caciaroni, o anche antipatici e silenziosi, o antipatici e caciaroni, o simpatici e silenziosi.

E così, il direttore della scuola per insegnanti apprendisti telefona al preside della scuola per ragazzi caciaroni e silenziosi e gli chiede: “Caro preside della scuola per ragazzi caciaroni e silenziosi, possono i miei insegnanti apprendisti venire a imparare nella tua scuola?” Il preside della scuola per ragazzi caciaroni e silenziosi, guardando le proprie scarpe gialle, chinando la testa dal naso un po’ a becco e tenendo le dita incrociate dietro la schiena risponde: “Caro direttore della scuola per insegnanti apprendisti, certo che gli insegnanti apprendisti possono venire da noi! Aiuteranno i nostri insegnanti professionisti e impareranno un mestiere” “Caro preside, metteresti una firma su questi fogli? Siamo personaggi di una favola, ma la legge è la legge lo stesso. Non è che io non mi fidi, eh. Inoltre, caro preside, per ringraziarti ti offro di insegnare alla scuola per insegnanti apprendisti, così potrai aiutare le nuove generazioni a imparare un mestiere e guadagnare un po’ di soldini”.

Passano i giorni, i mesi, gli anni. Il preside della scuola per ragazzi caciaroni e silenziosi lavora alla scuola per insegnanti apprendisti e lascia che gli insegnanti apprendisti imparino un mestiere dentro la scuola per ragazzi caciaroni e silenziosi. Poi, un giorno, un’altra telefonata. È sempre il direttore della scuola per insegnanti apprendisti: “Caro preside della scuola per ragazzi caciaroni e silenziosi, la scuola per insegnanti apprendisti non ha più bisogno del tuo lavoro. Vai a casa, ma per favore continua a permettere agli insegnanti apprendisti di imparare dagli insegnanti professionisti della scuola per ragazzi caciaroni e silenziosi. Del resto, ti sei impegnato a farlo firmando un contratto scritto. Ops, dimenticavo, il contratto scritto è sbagliato: se un insegnante apprendista cadesse e si facesse male all’interno della scuola per non avrebbe nessuna garanzia e denuncerebbe la scuola per insegnanti apprendisti e la scuola per ragazzi caciaroni e silenziosi per non averlo tutelato. Sarebbero guai sia per te che per me. Potresti dunque firmare un nuovo contratto?” “Caro direttore della scuola per insegnanti apprendisti, certo che firmo il nuovo contratto. Ma tu devi darmi di nuovo i soldini che guadagnavo insegnando alla scuola per insegnati apprendisti”

La storia finisce qui. Lascio alla fantasia del lettore immaginare cosa stiano facendo adesso gli insegnanti apprendisti.