Cara Anonima

Apr 17th, 2009 Posted in Uncategorized | no comment »

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Cara anonima che arrivi qui scrivendo: “vorrei sposarmi nel giardino di casa”, sei la benvenuta. Piacerebbe anche a me celebrare le nozze all’aperto, ma il matrimonio sarà a dicembre inoltrato, farà freddo, non è il caso di star fuori a prendere umido.

La foto viene da qui.

Pronta per la vendemmia

Apr 17th, 2009 Posted in Uncategorized | no comment »

Report

Mar 20th, 2009 Posted in Uncategorized | no comment »

LA SICILIA AVI UN PATRUNI

La Sicilia avi un patruni
un patruni sempri uguali
ca la teni misa ncruci
e ci canta u funerali
la Sicilia avi un guvernu
un guvernu talianu
cu la furca a lu capizzu
e la corda nta li manu
la Sicilia avi una patria
chi la strinci nta li vrazza
ma nzammai dumanna pani
finci dallu e tannu ammazza
la Sicilia è spupulata
un disertu ogni paisi
vecchi e cani nta li strati
picciriddi scavusi misi
li picciotti sunnu fora
ca li vrazza l’annu sani
ma lu patri talianu
si vinniu p’un pezzu di pani
la Sicilia è addummisciuta
dormi un sonnu di li morti
ed aspetta mentri dormi
chi canciassi la so sorti
ma la sorti nun è ostia
nun è grazia di li santi
si cunquista cu la forza
nta li chiazzi e si va avanti
povira terra mia
comu si po’ campari

La Sicilia ha un padrone sempre uguale, che la tiene in croce e le canta il funerale.
La Sicilia ha un governo italiano, con la forca e il cappio, e la corda tra le mani.
La Sicilia ha una patria che la stringe tra le braccia, ma se per caso le chiede pane finge di darglielo e allora l’ammazza.
La Sicilia è spopolata, un deserto ogni paese, vecchi e cani per le strade, i bambini scalzi.
I giovani sono fuori, che le braccia le hanno sane, ma il padre italiano se li è venduti per un pezzo di pane.
La Sicilia è addormentata, dorme il sonno dei morti ed aspetta mentre dorme che cambi la sua sorte.
Ma la sorte non è ostia, non è grazia dei santi, si conquista con la forza nelle piazze, e si va avanti.
Povera terra mia, come si può vivere!

Pane, taleggio e miele

Mar 17th, 2009 Posted in Uncategorized | 5 comments »

Pane, taleggio, miele di castagno, e di nuovo umore nero. Stavolta non per scarso amore, ma per scarsa capacità di cogliere le opportunità. Dovrei fare, e non faccio. Dovrei iniziare a far cose, una dopo l’altra, per sbloccarmi, e non mi riesce. Dunque pane, taleggio e miele, che mi fa vedere come un alieno, non tanto per il miele con il formaggio, ché qui in casa si sono abituati, quanto per il taleggio, che al di sotto del Po non lo mangia quasi nessuno. Saranno scherzi della genetica, ma a me il taleggio piace così tanto da diventare cibo consolatorio. Ma solo se il pane che lo accompagna è pane vero, pane siciliano di casa. Pane, taleggio, miele e zucca, la zucca per condire la pasta del pranzo, pennette con la zucca. Anche la zucca per me è cibo consolatorio, così arancione, così calda e autunnale. Pane, taleggio. Ricordi adulti, infine.

Il tarlo del sospetto

Mar 12th, 2009 Posted in Uncategorized | no comment »

Il tarlo del sospetto è quella cosa che ci rode dentro (rododendo) quando pensiamo che qualcuno abbia compiuto o stia per compiere un’azione disdicevole. Ancora più intensa è la tortura quando l’azione è ben nota e il presunto colpevole pure.

(Esempio di rododendro  in vacanza sulle Alpi. Fonte )

Fin qui avrei voluto parlare di Il Sospetto, romanzo breve di Friedrich Dürrenmatt [1] , avvincente e mostruoso con garbo. O forse avvincente perché garbatamente mostruoso.  Poi le intenzioni serie hanno deciso di cambiare aria e, pensato che le Hawaii potessero essere un posto appropriato in cui fare una vacanza, sono andate lì. Stanno visitando Honolulu, e manderò loro una cartolina per richiamarle quando deciderò di rimettermi a studiare John Stuart Mill. Questo post, da letterario che era, è immantinente diventato psico-antropo-sociologico 2.0

Il tarlo del sospetto ha un fratello, che di mestiere fa anche lui il tarlo: il tarlo della gelosia.

Il tarlo della gelosia è un tarlo ben più specializzato del tarlo del sospetto. Si può sospettare di tutto, che x abbia rubato la marmellata di y, ad esempio, o che il dottor N, noto torturatore nazista, e il dottor E, stimato direttore di una clinica di lusso, siano la stessa persona. Per scoprire la verità, liberandosi del tarlo, nel primo caso basta guardare le dita di x, perché si sa, i ladri di marmellata raramente si lavano le mani dopo il furto. Nel secondo, è sufficiente farsi ricoverare nella clinica del dottor E e sperare di sopravvivere.

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Il tarlo della gelosia non è così facile da far fuori: l’acclarare i fatti non basta per farlo ritirare in buon ordine nel buio delll’incoscienza.

Capita che il tarlo della gelosia prenda dimora dentro i computer collegabili alla rete, e alligni in certi luoghi comuni ben precisi. Che internet serva a attraccare, ad esempio. Come si fa a sconfiggere il tarlo della gelosia in questi casi? L’unico modo per combatterlo almeno un po’ consiste nel mostrare a tutti il proprio diritto di proprietà: solo affermando il proprio legittimo ruolo di fidanzati è possibile fa arretrare il tarlo, che in fondo in fondo è un animaletto schivo, e teme la sovraesposizione mediatica.

É l’unica spiegazione che riesco a darmi dell’inspiegabile proliferare di avatar di coppia su Facebook.

P.S. Nessun tarlo è stato maltrattato durante la realizzazione di questo post.

P.P.S. Per i lettori famigliari: nessun problema di gelosia, si tratta di puro accademismo.

[1] A parte che per aver scritto La morte della Pizia, perla senza pari, Dürrenmatt è da idolatrare per questa frase, tratta dal suo Romolo il Grande: “Patria, si fa chiamare lo Stato ogniqualvolta si accinge a uccidere”. L’ho trovata su wikiquote, che nessuno se ne abbia a male.

De l’impotenza indotta

Feb 22nd, 2009 Posted in Uncategorized | 11 comments »

Sarò strana io, ma quando sento parlare di castrazione chimica penso, nell’ordine

  1. Al povero Alan Turing
  2. A un bruto che, ritrovandosi impossibilitato a usare il proprio cazzo per offendere, stupra una donna con il manico di una scopa.

  3. All’articolo 13 della Costituzione

  4. Ai primi capitoli di Sorvegliare e Punire.

Che sia riuscita a tornare?

Feb 21st, 2009 Posted in Uncategorized | no comment »


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La tizia della miniatura è Azalaïs de Porcairagues

Cercasi Alessandro Magno

Jan 13th, 2009 Posted in Uncategorized | 4 comments »

Aggiornamenti sulla questione Infostrada

Dopo varie chiamate, iniziate a novembre, il mio numero di casa è stato messo in blacklist. È evidente che sia così: non sono più riuscita a parlare con nessun operatore del servizio tecnico, a qualsiasi ora del giorno provassi a chiamare. Nel frattempo il mio ragazzo è stato mandato dall’altro lato del mondo -6 ore di fuso orario- per lavoro.

Per cercare di aver modo di parlargli, ogni tanto, ché se mediti di sposare qualcuno averci ogni tanto a che fare fa piacere, ho riprovato a chiamare Infostrada. Al commerciale, visto che il servizio tecnico ormai mi è precluso. E allo scopo di chiedere quanto costa telefonare alla località a sei ore da +1 e a -4 gradi celsius in cui passa le sue giornate Oblomov[1]. Già che ero lì, all’operatrice gentile ho chiesto a che punto fosse la mia linea adsl, facendo notare che il problema di chiamare tanto lontano non si sarebbe posto se avessi possibilità di connettermi senza cavalcare i wii fii altrui come un’eroina cyberpunk. Ehm, questo non l’ho detto.

Risposta?
-Eh, scusi, non posso aiutarla, ci sono dei blocchi sulla linea.
-Mi scusi, da profana viene da pensare che le operazioni fisiche da compiere sulla linea siano: staccare spinotto, attaccare spinotto. Evidentemente c’è il nodo di Gordio tra i fili del telefono.
-………………. silenzio
-Grazie per la sua gentilezza, buongiorno
-Buongiorno

Che vuol dire che ci sono dei blocchi sulla linea? Mi viene da pensare a grossi macigni, blocchi di granito, di marmo, di pietra lavica, di tufo, colate di piombo fuso, massi di travertino. Posti di blocco che cercano di non far passare il segnale perquisendo uno per uno tutti i pacchetti dati manco si trattasse di cercare un pericoloso narcotrafficante stupratore di bambini.
Non chiedo di avere immediatamente l’adsl, con tante scuse e vari euri di danni. Vorrei sapere cosa accidenti vuol dire che ci sono “blocchi sulla linea” e cosa diamine si deve fare per rimuoverli.

Come ho modo di pubblicare questo post ho modo di contattare Oblomov, e sta bene. Collegarsi appoggiata alla finestra del cesso è un altro modo per dire “Ti amo”

[1] 29 centesimi di scatto alla risposta e poi 12 centesimi al minuto. La telefonata tipo tra me e lui verrebbe a costare al massimo 77 centesimi. Ma prima dovrei farmelo passare, cercando di comunicare in una lingua che leggo con gran facilità, ma che non parlo se non con grandi sforzi.

Di mostri, connessioni a internet e economia moderna

Nov 26th, 2008 Posted in Uncategorized | 9 comments »

C’era una volta -un re, diranno i miei piccoli lettori- No, non c’era un re, c’erano una volta e forse ci sono ancora, una operatrice di call center che doveva far stipulare abbastanza contratti da assicurarsi la sua paga mensile, una giovane che per evitare di finirci, in un call center, si arrangia con telelavoretti, un papà, che, come tutti i papà, cerca di far quadrare il bilancio di casa tenendo presenti le esigenze di tutti i membri della sua famiglia.

Questo papà sa quanto sia importante per la sua figlia più grande avere a disposizione la rete, ma sa anche che con questi chiari di luna è opportuno risparmiare. Così, quando l’operatrice di call center che doveva far stipulare abbastanza contratti da assicurarsi la sua paga mensile gli chiama per proporgli di stipulare un contratto con un operatore telefonico di cui non faccio il nome -Infostrada- per prima cosa domanda: “ma il servizio internet verrà interrotto?”. Ricevuta assicurazione del fatto che questo non sarebbe accaduto accetta. E stipula uno di quei meravigliosi contratti verbali, ché è tanto bello vedere come nella telefonia si faccia come per i campi. L’italia è pur sempre un paese di contadini, oltre che di telefonindipendenti.

La figlia, la giovane che per evitare di finirci, in un call center, si arrangia con telelavoretti, è scettica di natura e anche un po’ mentalmente scassaballe, e non crede al suo papà che le assicura che non rimarranno senza internet e che lei potrà continuare a fare i suoi lavoretti senza alcun problema, di notte, come prima, per evitare che la frequenza alla scuola per insegnanti apprendisti ne sia danneggia

La giovane, per altro, alla scuola per insegnanti apprendisti fa da tramite tra gli insegnanti apprendisti e i loro professori, e scambia spesso mail con un’assistente bionda amante del vento (mi leggi? Non so. Abitare così oltre le beghe terrestri ha dei vantaggi. A parte i gorilla, s’intende)

La giovane, poi, decisa ad assecondare la propria natura, scoperta da poco, si era messa in contatto con delle persone per adesso innominabili per fare cose ancora ignote, ma legali e importantissime per lei. La giovane di conseguenza è incazzata come una biscia con l’universo mondo.

Ovviamente nel momento in cui la giovane scrive questa geremiade internet manca da due settimane e mezzo, e Infostrada la informerà via mail (!!!!!!) dell’ attivazione della linea adsl. E non è che adesso stia postando dalla rete di casa mia, eh.

Pongo una questione morale: di chi è la responsabilità dei danni che ha subito la giovane? Di suo padre che in buona fede credeva di migliorare le condizioni di vita della propria famiglia? Dell’operatrice di call center fraudolenta e anche un po’ stronza? Del sistema schifoso con cui le compagnie telefoniche vendono prodotti e della pressione che viene fatta sugli impiegati?

Segnalazioni

Nov 9th, 2008 Posted in Uncategorized | no comment »