Scrittori a pagamento
Una autrice a pagamento chiama abbastanza spesso. All’inizio lo faceva per chiedere se avevamo in negozio il suo libro. No, ovviamente: di norma nessun libraio può tenere sugli scaffali libri di editori a pagamento senza perderci. Dopo, senza rassegnarsi, è passata a lasciare in visione copia del volume e ha ricevuto un altro no. Ieri ha telefonato chiedendo del direttore, che – avrà diritto pure lui a un po’ di pace- era di riposo. Allora ha detto a me. Vorrebbe affittare a qualsiasi prezzo la nostra sala interna, per tenere una presentazione del suo libro. A qualsiasi prezzo.
Si è presa, offendendosi, un altro no.
Il suo “a qualsiasi prezzo” mi ha molto colpita. Perché tutto questo gran desiderio di essere riconosciuta socialmente come scrittrice? E’ l’altra faccia, più perseverante, del mio desiderio di essere riconoscriuta socialmente come “qualcosa”?
Solidarietà, cara Azalais.
Sì.
Dovrò sbrigarmi ad riuscire a difendermi dal cercare di essere riconosciuta.
Grazie della solidarietà, DD
Azalais, non ti basta “dott.ssa” sul biglietto da visita?
No, credo che dott.ssa non mi importi più.