Di mostri, connessioni a internet e economia moderna

C’era una volta -un re, diranno i miei piccoli lettori- No, non c’era un re, c’erano una volta e forse ci sono ancora, una operatrice di call center che doveva far stipulare abbastanza contratti da assicurarsi la sua paga mensile, una giovane che per evitare di finirci, in un call center, si arrangia con telelavoretti, un papà, che, come tutti i papà, cerca di far quadrare il bilancio di casa tenendo presenti le esigenze di tutti i membri della sua famiglia.

Questo papà sa quanto sia importante per la sua figlia più grande avere a disposizione la rete, ma sa anche che con questi chiari di luna è opportuno risparmiare. Così, quando l’operatrice di call center che doveva far stipulare abbastanza contratti da assicurarsi la sua paga mensile gli chiama per proporgli di stipulare un contratto con un operatore telefonico di cui non faccio il nome -Infostrada- per prima cosa domanda: “ma il servizio internet verrà interrotto?”. Ricevuta assicurazione del fatto che questo non sarebbe accaduto accetta. E stipula uno di quei meravigliosi contratti verbali, ché è tanto bello vedere come nella telefonia si faccia come per i campi. L’italia è pur sempre un paese di contadini, oltre che di telefonindipendenti.

La figlia, la giovane che per evitare di finirci, in un call center, si arrangia con telelavoretti, è scettica di natura e anche un po’ mentalmente scassaballe, e non crede al suo papà che le assicura che non rimarranno senza internet e che lei potrà continuare a fare i suoi lavoretti senza alcun problema, di notte, come prima, per evitare che la frequenza alla scuola per insegnanti apprendisti ne sia danneggia

La giovane, per altro, alla scuola per insegnanti apprendisti fa da tramite tra gli insegnanti apprendisti e i loro professori, e scambia spesso mail con un’assistente bionda amante del vento (mi leggi? Non so. Abitare così oltre le beghe terrestri ha dei vantaggi. A parte i gorilla, s’intende)

La giovane, poi, decisa ad assecondare la propria natura, scoperta da poco, si era messa in contatto con delle persone per adesso innominabili per fare cose ancora ignote, ma legali e importantissime per lei. La giovane di conseguenza è incazzata come una biscia con l’universo mondo.

Ovviamente nel momento in cui la giovane scrive questa geremiade internet manca da due settimane e mezzo, e Infostrada la informerà via mail (!!!!!!) dell’ attivazione della linea adsl. E non è che adesso stia postando dalla rete di casa mia, eh.

Pongo una questione morale: di chi è la responsabilità dei danni che ha subito la giovane? Di suo padre che in buona fede credeva di migliorare le condizioni di vita della propria famiglia? Dell’operatrice di call center fraudolenta e anche un po’ stronza? Del sistema schifoso con cui le compagnie telefoniche vendono prodotti e della pressione che viene fatta sugli impiegati?

This entry was posted on Wednesday, November 26th, 2008 at 11:06 am and is filed under Uncategorized. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

9 Responses to “Di mostri, connessioni a internet e economia moderna”

  1. Triad says:

    A voler prendere sul serio – e per un momento non come retoriche – le tue domande, direi di separare la questione morale dalla responsabilità del danno: la prima pertiene la giovane operatrice (per l’appunto un po’ stronza), la seconda all’azienda. Ma come? Non c’è questione morale per l’azienda? Secondo me no: di fronte agli atti liberi di una persona che fa il proprio lavoro risponde la sola coscienza; di fronte alla fraudolenza di un’impresa commerciale risponde la legge. E in teoria saremmo più tutelati dalla seconda – la legge – che dalla prima – il grillo parlante di ogni individuo. Il che ovviamente accade nel mondo dei sogni; o quantomeno non in una repubblica delle banane.

  2. Non so di chi sia la colpa, so che a me è capitato una storia analoga con Tiscali. Purtroppo il liberismo da noi è inteso da parte di questi nuovi gestori come libertà di fare ciò che vogliono ricorrrendo anche all’inganno pur di strappare il contratto. Mala tempora amica mia, mala tempora. Ciao, Pietro.

  3. Shadow says:

    Delle compagnie telefoniche ovviamente!!! Anche solo per il fatto di pagare gli impiegati in base al numero di contratti stipulati!!! Benatornata Azalais….

  4. Eno says:

    No, è tutto colpa della Gelmini.
    (…also sprache der Zeitgeist…)
    ciao, Marco 😛

  5. Eno says:

    “sprach”, non “sprache”

  6. Azalais says:

    chiedo scusa a Triad: ho cancellato per errore il suo commento. Copio il testo che ho fortunosamente recuperato:


    A voler prendere sul serio – e per un momento non come retoriche – le tue domande, direi di separare la questione morale dalla responsabilità del danno: la prima pertiene la giovane operatrice (per l’appunto un po’ stronza), la seconda all’azienda. Ma come? Non c’è questione morale per l’azienda? Secondo me no: di fronte agli atti liberi di una persona che fa il proprio lavoro risponde la sola coscienza; di fronte alla fraudolenza di un’impresa commerciale risponde la legge. E in teoria saremmo più tutelati dalla seconda – la legge – che dalla prima – il grillo parlante di ogni individuo. Il che ovviamente accade nel mondo dei sogni; o quantomeno non in una repubblica delle banane.

  7. Noe says:

    Ciao!
    Mi dispiace per la tua connessione!
    Ero passata da qui, appunto perché da un po’ non ti leggevo in giro, e mi chiedevo se fosse tutto a posto! 🙂
    Comunque, al di là della triste contingenza che l’ha generato, il pezzo è molto carino, scritto bene e fa ridere un sacco, nella sua tragi-comicità.
    Complimenti.

  8. real_gone says:

    Che incredibile sensazione di déjà vu… ho letto proprio poco fa su Il Venerdì di Repubblica del 28 Novembre una invettiva di Piero Ottone contro le pubblicità e i contratti fatti per telefono… per lui inoltre tuo stesso identico problema, con lo stesso operatore… magari, se ti consola, mal comune…
    Complimenti per il pezzo, davvero divertente, tuo malgrado 🙂

  9. giusi says:

    Sentivo la tua mancanza nella ricreazione 😉 e sono venuta a cercarti, ora ho capito come mai non ci sono più i tuoi interventi da qualche tempo… E’colpa degli operatori telefonici, succede allo stesso modo anche con telecom, cambi contratto e loro fanno solo il minimo sforzo di chiudere il vecchio e riaprire il nuovo, non lo sforzo di andare incontro alle esigenze del cliente, quello è l’ultimo dei loro pensieri… Capisco il povero padre che ha agito in buona fede e pensando di fare una bella sorpresa, trovandosi poi nella parte del guastafeste.. e la povera figlia che non può prendersela troppo con il povero padre e non sa con chi sfogarsi. Per consolazione si può comunicare tutta la vicenda all’associazione consumatori, tanto per aumentare il volume del faldone!

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