Di libri, potere, arroganza e fortuna

Ieri ho visto che il potere vero non ha bisogno di arroganza. L’arroganza è lo strumento con cui si fa forte chi il potere lo brama, o quello di chi il potere ce l’ha e spera in sovrappiù di diventare esempio, modello, per l’uomo della strada, per quel tipo di uomo della strada che brama il potere.
Ieri mi è capitato un grande piccolo colpo di fortuna, uno di quei colpi di fortuna in cui la sorte gioca solo una piccola parte perché dipendono per lo più da una pianificazione attenta, dal ragionamento e dalla conoscenza.

Sto imparando a moderarmi, e anche a non moderarmi affatto.
Imparo a non aver paura.

Un piccolo passo per l’umanità, un grande passo per Azalais.

P.S.
Allestire una libreria è una faticaccia.

This entry was posted on Saturday, November 27th, 2010 at 10:36 am and is filed under Uncategorized. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

3 Responses to “Di libri, potere, arroganza e fortuna”

  1. Andr says:

    Questo è il vero potere. Il “potere-prrr”. Il Pd ha solo il potere di dire: – Non sono d’accordo.
    Ma il “potere-non-sono-d’accordo” non è vero potere. Il “potere-prrr” è potere.

    (D. Luttazzi, “La guerra civile fredda”)

  2. Yanez says:

    Il Potere più puro è quello che nemmeno agisce, ma influenza l’andare delle cose con la mera presenza. Lo sai fare?

  3. Azalais says:

    No, e tu?

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