E cretoso luto

Sto diventando terrestre. Dopo essere stata eterea, che non vuol dire leggiadra, leggera, ma fatta d’aria, astratta, incompiuta, mi sto trasformando in una creatura di terra e di fango, scalza, con i piedi ben piantati sul suolo.
Una creatura concreta, ancora permeata di sogni. La creatura di creta della Cura, un golem cosciente, una ricercatrice, archeologa del mio pensiero. Una selvaggia, fata senza ali che prova a vivere con un po’ di incoscienza e un po’ di fiducia, coltivando un giardino, scrivendo, imparando cose nuove, affrontando becere questioni giornaliere.
Come sostenere la vita se non cominciando a fare cose, piccole cose, sassolini accumulati in montagne di fatti, di eventi, di incontri. Come sostenere la vita senza creare uno spazio di resistenza al nulla, al terrore, al buio?
Argini, nient’altro. Non si può fissare la Gorgone, si diventa di pietra. Aggirarla a occhi bendati, come un Perseo coltivatore, un Perseo che urla per la scuola pubblica e studia come campare, un Perseo che non metterà la testa di Medusa sul proprio scudo. Perché certe armi le si lascia a chi ha la vocazione a vincere.
Saranno i trent’anni che si avvicinano.
Il nuovo tema è a tono. Le categorie, non ancora.
Merci. Le categorie verranno presto sostituite, e l’ordine dei box laterali mutato. Spero.
Ho un problemino tecnico: vedo solo la colonna all’estrema dx, e non quella centrale.
Io le vedo tutte (spero), e con Chrome e con Opera…
D’altra perte se Perseo avesse la vocazione a vincere si chiamerebbe Vinseo.
Mi domando se esiste l’antispam per certe freddure 🙂
No (ridacchia fregandosi le mani adunche).