La virtù meno apparente

Governare l’immagine di sé in rete non vuol dire solo non farsi sfuggire dati che potrebbero metterci in imbarazzo se capitassero sulla scrivania del capo, o della nonna, ma anche cercare di capire l’effetto che le proprie esternazioni creano sulle persone con cui si è in contatto. Farlo è tanto più indispensabile quanto più si ha visibilità, in rete e nella società civile (ma poi oggi sulla rete e su facebook in particolare  c’è differenza tra internet e  società civile?). D’altro canto, è un fatto che ci sono persone che, per ragioni che non mi sogno nemmeno di indagare, non hanno voglia di/non sono in grado di autodisciplinarsi. Ed è un bene che lo facciano, si impara a diffidare.

Ho scritto la mia tesi di laurea ascoltando in maniera ossessiva le Variazioni Goldberg di Bach suonate da Glenn Gould: il disco che è più facile trovare a casa di chi di musica classica ne capisce poco o nulla. Non so come corregga le tesi il mio relatore, se in ascetico silenzio o ascoltando techno. Non so cosa stimoli al meglio la sua concentrazione, la giusta concentrazione che denota rispetto del lavoro altrui da parte di chi ha stabilito un patto di fiducia con i propri tesisti. Ma ecco, a scoprirlo creatore di una fan page su facebook rivolta a dimostrare l’apprezzamento nei confronti dell’attività di “Correggere le tesi con iTunes aperto e la musica sparata a tutto volume”, rimarrei male.

Non sto a sindacare sulla liceità dell’ascoltare musica a tutto volume mentre si lavora. Qualsiasi cosa possa essere utile a concentrarsi per me va bene. Quando studio passeggio per la casa, quando scrivo ascolto musica -sempre gli stessi brani per lungo tempo, con fine ipnotico-.

Trovo però che il messaggio trasmesso dalla Fan Page non sia: “uh, come mi concentro bene con la musica a tutto volume”, ma:  “Uh, ecchissene delle tesi”.

Quando ero alla scuola per insegnanti apprendisti mi hanno insegnato che per un insegnante è importante rendersi conto del feedback reale dei propri allievi, del reale effetto che l’agire del docente ha su di loro. Mi hanno insegnanto anche che se si appare poco coerenti con il  proprio ruolo, o disattenti, è difficile fornire elementi di istruzione.

Torno a essere studentessa, dunque -del resto, lo sono stata fino alla fine di gennaio, se si è studenti ai corsi di specializzazione- e offro il mio sincero parere sulla fan page “Correggere le tesi con iTunes aperto e la musica sparata a tutto volume”.  L’impressione che a me dà  è che il suo fondatore voglia fare il figo, se mi è lecito il giovanilismo che più mi sembra adatto al caso. Spero in una svista data dall’allegria di una sera alcolica, o in un furto di password, perché di professori yeah ne abbiamo abbastanza.

Altre riflessioni sullo stesso argomento qui, qui, e qui

This entry was posted on Wednesday, February 24th, 2010 at 8:30 pm and is filed under Uncategorized. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

13 Responses to “La virtù meno apparente”

  1. Sim Dawdler says:

    Il thread sitosophico sull’argomento è stato cancellato e i tre post che linki alla fine rimandano a pagine inesistenti. Sono tra il perplesso, l’incredulo e il basito.

  2. Giofilo says:

    Carissima, che bel post! 🙂

    @Sim, ora il link che mi riguarda è attivo! Se vuoi lumi sul thread, sai a chi chiedere (a Tommy).

  3. […] anche Azalais, Giofilo, Ladynviolet.) Post simili:Lo sfruttamento del […]

  4. Sim Dawdler says:

    Ora vedo tutti e tre. Meno male, mi ero spaventato. 😀 Per quanto riguarda il thread, già sapevo (e il fatto che sia stato cancellato mi pare assurdo).

  5. Tommy David says:

    Sim Dawdler: il thread è stato solo cestinato, mica cancellato. 😉

  6. antonio says:

    Ben detto, Azalais! L’impressione che se ne ricava è proprio che chi ha scritto quella frase incriminata voglia darsi arie da buontempone impenitente, come del resto si evince anche dalla fondazione di gruppi facebook che hanno come oggetto (bersaglio) le donne o temi di indubbio spessore teoretico.

  7. Azalais says:

    Grazie @Giofilo, grazie @Antonio e scusa se il tuo commento appare solo ora. Era finito in moderazione.

  8. […] tuttavia, sferza colpi tali che sono più gravi a chi più s’abbandona. I miei amici hanno scritto sull’argomento più lesti e meglio di quanto sta nelle mie possibilità. L’oggetto […]

  9. Luigi says:

    Un mio commento in cui esprimevo complimenti per l’amore per i fatti e l’informazione che avevi dimostrato è stato inspiegabilmente censurato. C’è da stropicciarsi gli occhi! Te li rinnovo quindi nel tuo blog. ciao

  10. Azalais says:

    @Luigi Non mi dire queste cose: da brava (quasi) asperger ho qualche problema a comprendere il sarcasmo e mi capita di fraintendere e sentirmi presa in giro.

  11. Luigi says:

    ti ripeto: i complimenti sono sinceri. Il contenuto dell’informazione che hai dato è di quel genere che colpisce nello stomaco di chi pensa troppo a priori.

  12. […] strappo con queste fregnacce (la qui presente è solo una fugace eccezione) è per una questione di governare l’immagine di sé in rete, e non solo: è per la degenerazione del poter essere editore di sé stesso, anche (e comunque la […]

  13. […] e l’omertà non ci portino ad essere ciechi, o senza rendercene conto avremo perso anche la nostra di […]

Leave a Reply