Shut up and start writing

Il livello che mi concede un briciolo di soddisfazione interiore per un lavoro svolto è la perfezione. Quando non posso raggiungerla, e quasi mai si può, che tutto vada a ramengo, non mi importa più. Sono ossessionata.

Questa confessione è per giustificare a me stessa il fatto che non scrivo quasi più, salvo rare incursioni qui. Da quando scrivo poco non son più capace di infilare pensieri uno dietro l’altro in maniera rilassata e qualche volta pure efficace. Le poche volte che mi siedo davanti a un dispositivo da scrittura, penna, foglio, computer che sia, produco testi che non mi piacciono per niente,  mi avvilisco e li cancello subito, senza averli fatti leggere a nessuno. Non ho mai pensato di essere una scrittrice, non so domare le parole finché mi obbediscano ciecamente, ma la parola scritta mi è sempre piaciuta. E ancor più mi piace la lucidità che mi accompagna nei periodi in cui scrivo. Prima pensavo che fosse l’essere lucida a spingermi a scrivere; ora, non ne sono più convinta. L’arte di mettere le parole una dietro l’altra, e l’arte di pensare, che poi è la stessa, non sono figlie delle muse, ma dell’esercizio e della disciplina. Devo costringermi a mettere giù qualche riga, ne va – sul serio- della mia salute.

La foto viene da qui

This entry was posted on Wednesday, February 3rd, 2010 at 6:36 pm and is filed under Uncategorized. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

2 Responses to “Shut up and start writing”

  1. Tommy David says:

    La cosa più crudele è: chi è l’arbitro della perfezione?

  2. Azalais says:

    L’arbitro più crudele

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