Archive for April, 2011

Die Leiden des jungen Johann Wolfgang

Apr 12th, 2011 Posted in Uncategorized | 2 comments »

Qualche giorno fa una giovane signora mi ha domandato dove fossero i libri di “jet”. Non ho capito a quale autore si riferisse, così le ho per favore chiesto se sapesse come si scriveva, in modo tale da permettermi di fare la ricerca sul database dell’azienda.

Si scriveva G O E T H E

MEDITERRANEO 2011: TERZO CAPO D’ACCUSA.

Apr 11th, 2011 Posted in Uncategorized | no comment »

Non amo la poesia; spesso ne apprezzo l’efficacia, ma se devo scegliere cosa leggere preferisco una bella prosa. Quella che copio sotto fa eccezione.  L’ho trovata sull’ottimo blog “Straniero ma vero”, di Tindara Ignazzitto, che ringrazio.

 

Una poesia di Pina Piccolo
Per onorare i 16.000 esemplari di homo migrantis annegati nel Mediterraneo dall’inizio del secondo millennio dell’epoca comune

Per noi non si mossero elicotteri dalle eliche schiamazzanti

a lanciarci una fune d’argento,

né invisibili aerei senza pilota

a calarci la scala di Giacobbe

Per noi non si scomodò il buraq

dalle grandi ali bianche e la morbida sella di velluto

Per noi non arrivarono balene dal ventre capiente

salvatrici di burattini infingardi o di profeti

poco propensi a proclamar sventure

Per noi non decollò il tappeto di Sindbad

elegante e aerodinamico a rapirci ai cavalloni

Le colombe non si unirono in stormo

formando un’aerea rete in cui impigliarci

L’ippogrifo certo non interruppe il suo viaggio

verso la luna a recuperare cervelli di cavalieri

Né gli yacht di politici abbronzati

si affannarono a raggiungerci

ambita preda di campagne elettorali

Nessun Superman per noi sfidò

i marosi arrampicandosi leggero sulla schiuma

né alcun messia si mise a camminare sulle acque

Per noi non emerse Colapesce inabissatosi nel Mare Nostrum

perché stanco di sentire le sragioni degli uomini

Per noi non si lanciarono a velocità folli motoscafi

né motovedette che solcano solerti quello sputo di mare

Nessuna sirena ci avvinghiò tra le morbide braccia

per portarci a un’isola felice

né alcun profeta separando col bastone le onde

creò un corridoio di salvezza

Non ci acciuffò dai capelli l’angelo custode

né ci avvicinò il diavolo a proporci patti

Nessun delfino, amico dell’uomo, ci sorrise

portandoci in groppa al Luna Park

Nessun pescespada restò fedele al nostro fianco

mentre venivamo arpionati da Wall Street

Nessun campione olimpionico di nuoto

venne a farci il testimonial

Per noi non ci furono rocambolesche gesta

né squadre di salvataggio né eroici furori

Gli squali del Mar Rosso con il tam tam dell’acqua

fecero sapere ai loro cugini del Mediterraneo

che era in arrivo un succulento banchetto

E i tonni si rallegrarono che quel giorno

non ci sarebbe stata una loro matanza

Di noi nessun griot decanterà

né il lignaggio né la discendenza

Per il nostro corpo non ci fu la linea piatta

dell’encefalogramma a segnare

la fine della lotta, il termine della rotta

Mentre silenzioso sulle onde scivolava la Mesektet

imbarcazione della notte

“dai gloriosi rivestimenti

i suoi colori d’ametista e di smeraldo

di diaspro lapis lazuli e il lustro dell’oro” *

sacra al dio Ra che ci raccolse

per proseguire il viaggio

Pina Piccolo, 8 aprile 2011