Archive for the Uncategorized Category

De l’impotenza indotta

Feb 22nd, 2009 Posted in Uncategorized | 11 comments »

Sarò strana io, ma quando sento parlare di castrazione chimica penso, nell’ordine

  1. Al povero Alan Turing
  2. A un bruto che, ritrovandosi impossibilitato a usare il proprio cazzo per offendere, stupra una donna con il manico di una scopa.

  3. All’articolo 13 della Costituzione

  4. Ai primi capitoli di Sorvegliare e Punire.

Che sia riuscita a tornare?

Feb 21st, 2009 Posted in Uncategorized | no comment »


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La tizia della miniatura è Azalaïs de Porcairagues

Vado a lezione

Nov 3rd, 2008 Posted in Uncategorized | 3 comments »

Carissimo anonimo

Oct 17th, 2008 Posted in Uncategorized | 2 comments »

Carissimo commentatore anonimo che sul mio vecchio blog ha osato scrivere sotto la bellissima poesia Scaffolding le edificanti parole fanculo scrivete qualcosa di decente!!,  ti rigiro il tuo stesso invito.

Segnalazioni

Oct 16th, 2008 Posted in Uncategorized | no comment »
  • Loredana Lipperini cita un articolo al vetriolo di Nicla Vassallo su Simone de Beauvoire. Da leggere. Un’occhiata meritano anche i commenti.

La favola della scuola per insegnanti apprendisti

Oct 15th, 2008 Posted in Uncategorized | 4 comments »

N.B. Quanto segue favola è e favola va considerato.

Vi voglio raccontare una favola, una novella ambientata in Sicilia. Perché proprio in Sicilia, mi chiederete? Perché sono in tanti a dire che la Sicilia è un po’ il mondo, tutta colorata e multietnica e piena di fiori, roba da far invidia al Giardino dell’Eden. Dunque, nel giardino dell’Eden, oh, scusate, in Sicilia, c’è una scuola. È una scuola particolare, frequentata da insegnanti apprendisti. Vi chiederete come fa un insegnante apprendista a imparare? Un insegnante apprendista impara come imparano tutti gli artigiani: facendo. E così, la scuola per insegnanti apprendisti deve mettersi d’accordo con una scuola per ragazzi, di quelle piene di adolescenti simpatici e caciaroni, o anche antipatici e silenziosi, o antipatici e caciaroni, o simpatici e silenziosi.

E così, il direttore della scuola per insegnanti apprendisti telefona al preside della scuola per ragazzi caciaroni e silenziosi e gli chiede: “Caro preside della scuola per ragazzi caciaroni e silenziosi, possono i miei insegnanti apprendisti venire a imparare nella tua scuola?” Il preside della scuola per ragazzi caciaroni e silenziosi, guardando le proprie scarpe gialle, chinando la testa dal naso un po’ a becco e tenendo le dita incrociate dietro la schiena risponde: “Caro direttore della scuola per insegnanti apprendisti, certo che gli insegnanti apprendisti possono venire da noi! Aiuteranno i nostri insegnanti professionisti e impareranno un mestiere” “Caro preside, metteresti una firma su questi fogli? Siamo personaggi di una favola, ma la legge è la legge lo stesso. Non è che io non mi fidi, eh. Inoltre, caro preside, per ringraziarti ti offro di insegnare alla scuola per insegnanti apprendisti, così potrai aiutare le nuove generazioni a imparare un mestiere e guadagnare un po’ di soldini”.

Passano i giorni, i mesi, gli anni. Il preside della scuola per ragazzi caciaroni e silenziosi lavora alla scuola per insegnanti apprendisti e lascia che gli insegnanti apprendisti imparino un mestiere dentro la scuola per ragazzi caciaroni e silenziosi. Poi, un giorno, un’altra telefonata. È sempre il direttore della scuola per insegnanti apprendisti: “Caro preside della scuola per ragazzi caciaroni e silenziosi, la scuola per insegnanti apprendisti non ha più bisogno del tuo lavoro. Vai a casa, ma per favore continua a permettere agli insegnanti apprendisti di imparare dagli insegnanti professionisti della scuola per ragazzi caciaroni e silenziosi. Del resto, ti sei impegnato a farlo firmando un contratto scritto. Ops, dimenticavo, il contratto scritto è sbagliato: se un insegnante apprendista cadesse e si facesse male all’interno della scuola per non avrebbe nessuna garanzia e denuncerebbe la scuola per insegnanti apprendisti e la scuola per ragazzi caciaroni e silenziosi per non averlo tutelato. Sarebbero guai sia per te che per me. Potresti dunque firmare un nuovo contratto?” “Caro direttore della scuola per insegnanti apprendisti, certo che firmo il nuovo contratto. Ma tu devi darmi di nuovo i soldini che guadagnavo insegnando alla scuola per insegnati apprendisti”

La storia finisce qui. Lascio alla fantasia del lettore immaginare cosa stiano facendo adesso gli insegnanti apprendisti.

Intermezzo: mare

Oct 12th, 2008 Posted in Uncategorized | no comment »

Striscia

Tricologie

Oct 10th, 2008 Posted in Uncategorized | 9 comments »

Il vantaggio dell’essere una fidanzata e non un’amante sono i peli. Pare infatti che a un’amante non si perdoni la scarsa dimestichezza con la ceretta; nei confronti di quella con cui si è accettato di condividere gli scazzi premestruali pare ci sia più tolleranza.

Poi ci sono i fidanzati con le pinzette. Come il mio, che al di là dell’evidente piacere con cui eradica i miei peletti, secondo solo a quello che si prova nello schiacciare brufoli e punti neri, temo mi stia lanciando un disperato appello.

Uso privato di mezzo privato

Oct 8th, 2008 Posted in Uncategorized | one comment »

Grazie del bellissimo regalo, l’ho letto tutto d’un fiato.

La regola del P.O.R.C.O.

Oct 8th, 2008 Posted in Uncategorized | 2 comments »

Utilità: riporto qui quanto scritto da Beppe Severgnini a proposito della regola del porco (link), uno dei tanti trucchi per la buona scrittura. Mi serve per ricordarmene, in realtà, più che per farla conoscere a altri. Anzi no, diciamo che la metto qui per pubblicizzarla. Non si dica che non mi occupo di moralizzazione dei pubblici costumi scrittorii e di didattica, io.

Scrivere un buon tema di italiano è molto facile basta seguire le regole del porco: non nel senso di suino, ovviamente. La sigla sta per Pensare Organizzare Rigettare Correggere Omettere.
1) Pensare: leggete bene cosa vi si chiede.
2) Organizzare: buttate giù uno schemino in 5-6 punti, deve esser chiaro da dove si parte e dove si vuole arrivare.
3) Rigettare: scrivete di getto, senza pensarci molto.
4) Correggere: revisionate, levigate.
5) Omettere: qualsiasi testo una volta corretto va asciugato. Ricrodate che tutto quello che non è strettamente indispensabile (congiunzione, avverbi, aggettivi) è dannoso, quindi da togliere.