Salute pubblica e identità

Sep 29th, 2011 Posted in Uncategorized | 10 comments »

Premessa: non sono stata licenziata, sono riflessioni sulla salute pubblica (dunque anche sulla mia).

Presentarsi con nome cognome professione, ossia identificarsi con la propria professione e affermarlo in pubblico, non va più bene. La professione dura un anno, un anno e tre mesi. Tempi di mercanti.

Non vale più la pena che io dica “Piacere, Azalais, sono un’insegnante di filosofia” oppure “Piacere, sono Azalais, faccio la libraia”.

Devo imparare a dire:
“Piacere, sono Azalais, ho letto quasi tutto quello che ha scritto Amelie Nothomb”
“Piacere, sono Azalais, mi piace il caffè freddo”
“Piacere, sono Azalais, ogni anno ricompilo il questionario di Proust”
“Piacere, sono Azalais, la pasta con le zucchine e la pancetta mi viene benissimo”
“Piacere, sono Azalais, mio marito mi chiama bimba ed è trenta centimetri più alto di me”
“Piacere, sono Azalais, cerco un lavoro a tempo indeterminato, perché essere creativa, dinamica, accurata e costruttiva mi riesce molto bene, ma mi riesce molto meglio se sono sicura di avere uno stipendio tutti i mesi”.

La legge Levi

Sep 2nd, 2011 Posted in Uncategorized | 2 comments »

Ho letto la legge Levi, la famigerata legge Levi, quella che detta la nuova disciplina del prezzo dei libri. Sono tutto tranne che una giurista: l’interpretazione che do deriva più dall’aver letto un po’ di filosofia che dal conoscere le leggi.

Trascrivo qui gli appunti che ho preso, soprattutto per non dimenticarmene.

1.Il prezzo dei libri è fissato dall’editore, che paga in modo forfettario l’IVA, e ne ricarica il costo sui libri. ( Articolo 74 DPR 633 del 1972 ISTITUZIONE E DISCIPLINA DELL’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO  ) L’IVA sui libri è fissata al 4%

2.Lo sconto che può essere fissato dal venditore (libraio fisico o on line) è al massimo del 15%: scordiamoci Amazon, ma anche le giornate  prendi tre paghi due alla Feltrinelli.

3.Gli editori possono continuare a organizzare campagne promozionali, con sconti fino al 25%. Non possono, però, ripetere una stessa campagna due volte in un anno solare, né fare sconti a dicembre. La legge recita: “Ad esclusione del mese di dicembre, agli editori è consentita la possibilità di realizzare campagne promozionali distinte tra loro, non reiterabili nel corso dell’anno solare… che eccedano il limite indicato al comma 2 (NDA il 15%)”.
E’ facile realizzare campagne promozionali distinte tra loro: basta variare le collane da mettere in sconto, le percentuali di sconto, o fare delle selezioni di titoli, magari tematiche. Se una campagna l’anno non basta, liberissimi di ripetersi se la percentuale di sconto non supera il 15%.

4.Rimane la possibilità di scontare pesantemente i fondi di magazzino.

5.A vigilare sul rispetto della legge sono i comuni, “senza altri oneri da parte dello stato”, ma con la possibilità di tenersi i soldi ricavati con le multe. . D’ora in poi, quando vedrò i vigili urbani passeggiare in negozio saprò con certezza che l’acquisto di un nuovo prontuario delle infrazioni al codice della strada è solo un pretesto.

Siamo con i magistrati, con i magistrati onesti.

May 23rd, 2011 Posted in Uncategorized | no comment »

Delle stragi del ’92 e di quelle del ’93 ricordo ben poco. Ricordo che in quei giorni non si faceva altro che parlare di Falcone, di Borsellino, di Firenze e dei Parioli. Ricordo della morte di Salvo Lima e di come, oggi, abbia il cruccio di non riuscire a ricostruire la situazione politica di quegli anni, che mi interessa non per capriccio di storica, ma per dovere di cittadina.Parte della strategia di Falcone e Borsellino consisteva nel mantenere alta l’allarme collettivo e l’attenzione pubblica sul loro lavoro, che consisteva in gran parte nell’analisi dei flussi di denaro mafioso.

Molto istruttiva, stamattina su radio tre la ricostruzione dello scenario intorno le stragi, un’analisi pacata e puntuale ad opera del professore Salvatore Lupo, probabilmente il più importante esperto di storia della mafia, di cui, accidenti ben mirati, non ho potuto seguire le lezioni perché trasferitosi dall’Università di Catania a quella di Palermo a causa, si mormora a voce piuttosto alta, di trame e giochi di potere interni all’ateneo catanese. Se volete sentirla pure voi, la trovate qui in streaming. Vi consiglio con calore di farlo.

Riguarda il passato e il presente.

Die Leiden des jungen Johann Wolfgang

Apr 12th, 2011 Posted in Uncategorized | 2 comments »

Qualche giorno fa una giovane signora mi ha domandato dove fossero i libri di “jet”. Non ho capito a quale autore si riferisse, così le ho per favore chiesto se sapesse come si scriveva, in modo tale da permettermi di fare la ricerca sul database dell’azienda.

Si scriveva G O E T H E

MEDITERRANEO 2011: TERZO CAPO D’ACCUSA.

Apr 11th, 2011 Posted in Uncategorized | no comment »

Non amo la poesia; spesso ne apprezzo l’efficacia, ma se devo scegliere cosa leggere preferisco una bella prosa. Quella che copio sotto fa eccezione.  L’ho trovata sull’ottimo blog “Straniero ma vero”, di Tindara Ignazzitto, che ringrazio.

 

Una poesia di Pina Piccolo
Per onorare i 16.000 esemplari di homo migrantis annegati nel Mediterraneo dall’inizio del secondo millennio dell’epoca comune

Per noi non si mossero elicotteri dalle eliche schiamazzanti

a lanciarci una fune d’argento,

né invisibili aerei senza pilota

a calarci la scala di Giacobbe

Per noi non si scomodò il buraq

dalle grandi ali bianche e la morbida sella di velluto

Per noi non arrivarono balene dal ventre capiente

salvatrici di burattini infingardi o di profeti

poco propensi a proclamar sventure

Per noi non decollò il tappeto di Sindbad

elegante e aerodinamico a rapirci ai cavalloni

Le colombe non si unirono in stormo

formando un’aerea rete in cui impigliarci

L’ippogrifo certo non interruppe il suo viaggio

verso la luna a recuperare cervelli di cavalieri

Né gli yacht di politici abbronzati

si affannarono a raggiungerci

ambita preda di campagne elettorali

Nessun Superman per noi sfidò

i marosi arrampicandosi leggero sulla schiuma

né alcun messia si mise a camminare sulle acque

Per noi non emerse Colapesce inabissatosi nel Mare Nostrum

perché stanco di sentire le sragioni degli uomini

Per noi non si lanciarono a velocità folli motoscafi

né motovedette che solcano solerti quello sputo di mare

Nessuna sirena ci avvinghiò tra le morbide braccia

per portarci a un’isola felice

né alcun profeta separando col bastone le onde

creò un corridoio di salvezza

Non ci acciuffò dai capelli l’angelo custode

né ci avvicinò il diavolo a proporci patti

Nessun delfino, amico dell’uomo, ci sorrise

portandoci in groppa al Luna Park

Nessun pescespada restò fedele al nostro fianco

mentre venivamo arpionati da Wall Street

Nessun campione olimpionico di nuoto

venne a farci il testimonial

Per noi non ci furono rocambolesche gesta

né squadre di salvataggio né eroici furori

Gli squali del Mar Rosso con il tam tam dell’acqua

fecero sapere ai loro cugini del Mediterraneo

che era in arrivo un succulento banchetto

E i tonni si rallegrarono che quel giorno

non ci sarebbe stata una loro matanza

Di noi nessun griot decanterà

né il lignaggio né la discendenza

Per il nostro corpo non ci fu la linea piatta

dell’encefalogramma a segnare

la fine della lotta, il termine della rotta

Mentre silenzioso sulle onde scivolava la Mesektet

imbarcazione della notte

“dai gloriosi rivestimenti

i suoi colori d’ametista e di smeraldo

di diaspro lapis lazuli e il lustro dell’oro” *

sacra al dio Ra che ci raccolse

per proseguire il viaggio

Pina Piccolo, 8 aprile 2011

 

 

La patente

Mar 21st, 2011 Posted in Uncategorized | no comment »

Conoscete il fantamorto? È un gioco, forse un po’ cinico, che consiste nell’indovinare quali personaggi famosi moriranno entro l’anno.

Lo faccio tutti i giorni, in libreria. E non solo con i morti; cerco di indovinare anche chi vincerà l’oscar, chi il nobel, quali saranno i temi dell’esame di stato, quale artista diventerà di moda e quali nuove disgrazie colpiranno il globo. Se Vargas Llosa vince il nobel giù tutti a leggere Pantaleon e le visitatrici, se scoppia una centrale nucleare i lettori che più tengono a informarsi compreranno manuali sull’energia atomica, se una diga cede venderemo manuali di tecniche delle costruzioni e le opere di Mauro Corona. Un buon libraio si aspetta questi picchi di interesse e cerca di non essere mai sguarnito.

Però quando ci azzecco mi sento addosso una gran puzza di jettatore.

Il mestiere del libraio. Appunti

Mar 12th, 2011 Posted in Uncategorized | 4 comments »

Fare il libraio non è né affascinante né romantico. Il libraio non è l’intellettuale in giacchetta di velluto a coste che passa il tempo a leggere i libri che vende: dimenticatevi la mitologia. Per fare il libraio servono braccia forti e gambe allenate a chilometri di corsa. Fare il libraio significa tornare a casa con l’acido lattico in giro per il corpo, le mani rovinate e a volte il mal di schiena.

Fare il libraio significa ricevere insulti dai clienti, che lo trattano come se non avessi idea di ciò che un libro può contenere, specialmente quando sono loro a essere ignoranti, o quando avanzano avvolti nella bolla di prosopopea del professore universitario ai vertici della carriera, del giornalista affermato e del pensatore incompreso dalla società. Significa scontrarsi con la figura a volte un po’ patetica dell’autore ingannato dalla casa editrice a pagamento cui si è rivolto, che gli ha detto che avrebbe trovato la sua preziosa opera in ogni libreria, mentre così non è, e non può mai essere.

Il libraio è il più umile degli intellettuali. È colui che classifica, che organizza, che ricorda.

Il libraio è l’unico intellettuale che per lavoro spolvera.

 

La foto viene da qui. Geniale.

Vita piena.

Feb 19th, 2011 Posted in Uncategorized | no comment »

Piena così non è mai stata. Non impegnata, ma piena. Vita colma, come una coppa piena di vino o un cesto pieno di frutta, come una brocca.

Fumettofilie

Dec 25th, 2010 Posted in Uncategorized | no comment »

 

Non che io voglia sottolineare un osceno desiderio, ma di Joann Sfar, mia ultima passione in fatto di fumetti, mi pregio possedere copia solo di:

 

E Sfar è un autore prolifico.

Di libri, potere, arroganza e fortuna

Nov 27th, 2010 Posted in Uncategorized | 3 comments »

Ieri ho visto che il potere vero non ha bisogno di arroganza. L’arroganza è lo strumento con cui si fa forte chi il potere lo brama, o quello di chi il potere ce l’ha e spera in sovrappiù di diventare esempio, modello, per l’uomo della strada, per quel tipo di uomo della strada che brama il potere.
Ieri mi è capitato un grande piccolo colpo di fortuna, uno di quei colpi di fortuna in cui la sorte gioca solo una piccola parte perché dipendono per lo più da una pianificazione attenta, dal ragionamento e dalla conoscenza.

Sto imparando a moderarmi, e anche a non moderarmi affatto.
Imparo a non aver paura.

Un piccolo passo per l’umanità, un grande passo per Azalais.

P.S.
Allestire una libreria è una faticaccia.